Erano letteralmente degli anni che con Jacopo c’era in ballo una partita a Twilight Imperium: alla fine della storia, nonostante il regolamento sia complicato e iperarticolato, la verità è che la parte più difficile del gioco è trovare le persone e lo spazio disponibili per le oltre otto ore di durata media di una partita.

Una volta trovati location e giocatori e pianificato tutto, inizia la parte divertente, che nel mio caso è studiare come si gioca: non avevo mai giocato, e le regole sono davvero complicate, è praticamente impossibile pensare di imparare a giocare nel mentre, o meglio forse si può ma vista la difficoltà di organizzare una partita vale la pena arrivarci preparati.

Ma sul serio è così incasinato? E di cosa si tratta?

Per riassumerlo, potrei provare a descriverlo come un Risiko + Catan + Citadels + + +; le meccaniche di gioco sono davvero tante, bilanciate e connesse in un modo davvero perfetto, al punto che, di fatto, non c’è nessun fattore, tra i tanti su cui ci si può concentrare, che risulti troppo forte e sbilanci le partite: ci sono dozzine di modi diversi di vincere in ogni partita, e quindi dozzine di cose a cui prestare attenzione e su cui investire le risorse, che sono sempre scarse.

Nel mio caso, il fato ha voluto che giocassi con la razza degli Emirates of Hacan, un consorzio di leoni che sono i più grandi mercanti della galassia e possono, a differenza delle altre razze, commerciare con tutti e hanno più risorse commerciabili degli altri: in sostanza, quindi, ho dovuto impostare la mia partita sul dominio dei soldi.

In tutti i turni tranne uno, quindi, ho preso la strategy Trade, che non solo ti permette di avere dei soldi gratis e un sacco di commodities, risorse che diventano soldi solo nel momento in cui le dai a qualcun altro, ma soprattutto ti permette di elargire gratis, o dietro il pagamento di una piccola tassa, soldi a tutti i giocatori che vuoi.

Non solo sono stato per tutta la partita il giocatore con più soldi di tutti, ma anche quello col potere di decidere chi fosse il secondo con più soldi e quello con cui gli altri giocatori si indebitavano quando avevano bisogno di soldi, ovviamente con interessi da strozzino o in cambio di un generico feeling di indebitamento che mi ha tenuto al sicuro dagli attacchi in qualche occasione.

Qui eravamo già verso fine partita: si noti la cospicua quantità di segnalini soldi e di commodities, in un turno neanche dei più proficui.

Grazie a questo piano di gioco e, quindi, grazie alla mattinata passata su Reddit prima di giocare, e grazie a un po’ di culo negli obiettivi, che erano in una buona parte del tipo “spendi X risorse o cose comprabili coi soldi e fai un punto vittoria”, quindi, sono molto orgoglioso di avere il 100% di vittorie nella mia carriera a Twilight Imperium, con uno score di una vittoria su una partita giocata pur giocando contro giocatori più esperti di me.

Lo consiglierei? Assolutamente sì, è di gran lunga il gioco da tavolo più bello a cui abbia mai giocato proprio perché, pur essendo articolatissimo, è estremamente ben bilanciato e – pare incredibile – accessibile, perché anche se ha tante meccaniche da tenere a mente hanno tutte assolutamente senso e non ci sono praticamente cose che funzionano solo se te ne ricordi e rompono irrimediabilmente la partita (in questo anche avere un gruppo di giocatori molto attenti ha aiutato, quindi bella per tutti).

Lo rifarei? Sicuramente, magari non subito, che otto e passa ore di partita, anche al gioco più figo del mondo, sono un filo stancanti.

Categorie: Nerd

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