Diggin’ In The Carts è forse uno dei lasciti migliori del periodo in cui la buonanima del signor Red Bull buttava un sacco di soldi nella scena musicale, prima di scoprire che il calcio è un business più redditizio in termini di immagine.

Al di là dei documentari in sé e del radio show, l’impatto del progetto di Nick Dwyer è stato dare un gran bel po’ di visibilità a musica e artisti davvero importanti per tutta l’attuale generazione di musicisti e appassionati: se due anni fa al Sonar ho visto il live stratosferico di Yuzo Koshiro, ad esempio, un grosso merito ce l’ha probabilmente lo stesso Dwyer, che guardacaso ha suonato poco prima.

Teki Latex, invece, è un DJ e label owner di grandissimo valore già da tempo, oltre che appassionato della musica di cui si parla appunto in Diggin’ In The Carts: è uno che in una Boiler Room in cui suona letteralmente di tutto apre suonando un pezzo della colonna sonora di Mario 64, per capirci.

Era inevitabile, quindi, che le strade di Nick Dwyer e Teki Latex finissero per incontrarsi e che i due facessero scintille assieme, e infatti l’altro ieri hanno pubblicato un mixtape e-sa-ge-ra-to, con tanto di minisito dedicato e grafica a tema:

Settantatre tracce in un’ora e venti, con un sacco di “usual suspects” tipo, appunto, la traccia di Mario 64 che Teki Latex suona spesso o “Vampire Killer” dal primo Castlevania per NES, o il già citato Yuzo Koshiro, ma con anche un sacco di chicche nascoste e inedite, tipo remix realizzati all’uopo da gente del calibro di Kode9 e Mumdance.

Il risultato è clamoroso, è un’ora e venti di ottovolante in cui ci si sente contemporaneamente a casa grazie ai suoni con cui la mia generazione è cresciuta, e spiazzati dal talento di Teki Latex negli accostamenti improbabili.

10/10.

Categorie: Musica

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