Federico Perri - Errori Galattici

Letto col Filo perché dopo il mattone che ci siamo letti prima avevamo bisogno di qualcosa di più leggero e ridicolo, per cui abbiamo pescato dalla sua cantina dei libri questo che avevamo visto al bookshop del planetario e aveva le vignette buffe, e che avevo comprato nella speranza di arginare un po’ il perfezionismo e la secchioneria che contraddistinguono l’individuo di ridotte dimensioni che mi somiglia.

Ha funzionato? Sì, dai, con riserva.

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Ovviamente non è che adesso il Filo sia diventato Shaggy di Scooby-Doo e faccia tutto completamente a cazzo, resta comunque un soggetto particolarmente incline alla rigidità, ma lo ha comunque divertito molto la frase di Thomas Edison che, commentando i suoi duemila esperimenti falliti prima di inventare la lampadina, dice “non ho fallito duemila volte: ho solo scoperto millenovecentonovantanove modi di non costruire una lampadina”.

Il libro in sé è davvero molto carino, anche se ha richiesto molte volte una pausa per spiegare di cosa stesse parlando, o un riassunto di cosa avessimo letto mentre il Filo si lavava i denti, ma c’è da dire che a me non dispiace riassumere al filo la teoria della relatività mentre si lava i denti, o raccontargli la storia, famosissima, di Gauss bambino discolo a cui la maestra dice “adesso vai là e somma i numeri da 1 a 100” col tono di chi dice “adesso vai a giocare a pallone in tangenziale” e lui ci mette un istante inventando un algoritmo nuovo perché è Carl Friedrich Fucking Gauss, ma il livello intellettuale è effettivamente un po’ più alto della terza elementare del Filo.

Poi vale sempre lo stesso discorso: leggiamo assieme anche per avere il vantaggio di leggere roba un po’ più difficile, o aspirational, per cui da leggere insieme anche un libro che spiega perché Marconi era un grossissimo nonostante Maxwell lo insultasse, anche se lui non ha idea di chi siano Marconi e Maxwell va benone, tanto c’è di fianco uno che Marconi e - soprattutto Maxwell li ha studiati abbondantemente, li sa riassumere e soprattutto si diverte a farlo.

Forse un po’ cado nella trappola di apprezzare questo libro perché è piaciuto molto a me e a lui magari non è arrivato del tutto, ma anche se fosse così, lui si è comunque divertito in diversi punti e credo abbia percepito il mio entusiasmo mentre gli raccontavo di Einstein o di Schiaparelli, e il capitolo alla fine che fa la lista della spesa di tutti gli oggetti quotidiani che sono stati “inventati” dalla ricerca spaziale, o al CERN, lo ha fatto rimanere a bocca aperta perché non finiva più.

(Ammetto di aver passato una sera a investigare se valesse la pena di andare un weekend a Ginevra per visitare il CERN, non escludo di farlo prima o poi)

Insomma, promosso, sia per il valore “filosofico” dell’importanza degli errori che per la qualità della divulgazione scientifica, che rende accessibili - anche se guidati - delle storie bellissime e importanti.

Quattro stelle su cinque.