Non ricordo come sia finito nel mio scaffale dei libri da leggere, e me lo sono portato avanti e indietro dal mare tutta l’estate prima di iniziarlo poco convinto, giusto perché non avevo altri libri con me ed ero piuttosto deluso dalla lettura precedente.
E invece l’ho letteralmente divorato in un’unica seduta di due ore scarse, godendomelo moltissimo.

La stessa storia, invero piuttosto piccola, o forse tutto sommato non così piccola, viene raccontata N volte, dallo stesso personaggio e poi da altri, e in fondo cosa sia successo veramente conta poco, gli eventi sono solo un pretesto per riflettere sulla condizione umana e sulla natura dei rapporti tra le persone.
Nel mezzo ci sono: una tartaruga gigante che attraversa la storia dell’umanità, un suo discendente, una setta segreta di custodi della tartaruga suddetta che si tramandano un completo di seersucker, persone che si trovano, si perdono, si amano, si odiano e fanno cose.
Sarà la tartaruga, sarà lo stile fluidissimo e scorrevolissimo al punto che, appunto, l’ho iniziato e finito in una volta sola, sarà il punto di vista tutto sommato distaccato nel raccontare i drammi dei personaggi, ma mi ha ricordato molto King, però senza il realismo e la concretezza di King che pure quando racconta cose fantastiche le descrive come se fossero reali: in più di un’occasione un personaggio racconta dei fatti e poi dice “però le cose non sono andate veramente così”, portando il tutto in una dimensione sospesa tra cosa è vero e cosa no che sta più dalle parti di Lynch.
King e Lynch assieme, credo non serva dire altro: mi limito ad aggiungere che fortunatamente l’ho letto in spiaggia ed ero in mezzo alla gente, per cui ho dovuto contenermi, altrimenti verso la fine un piantino probabilmente l’avrei fatto.
Quattro stelle e mezza su cinque.