Peter V Brett - L'uomo delle rune

Come al solito non ho la minima idea di come fosse finito nella mia wishlist questo autentico macigno, che raccoglie una intera trilogia in edizione grossa grossa davvero grossa da circa duemilaottocento pagine con le illustrazioni nuove molto belline, ma la santa donna con cui condivido il tetto lo ha visto lì poco prima di natale e ha pensato, molto comprensibilmente, che fosse una bella idea regalo, per cui che fai, non lo leggi?

In realtà l’ho letto principalmente come palate cleanser tra un libro e l’altro, come lo zenzero marinato che mangi tra un pesce e l’altro al sushi, quindi tecnicamente l’ho iniziato a gennaio e ho finito da poco il primo dei tre libri, anche se in realtà di per sé non è lunghissimissimo, almeno il primo, e si legge molto scorrevolmente, ma vuoi per la poca maneggevolezza dell’artefatto, che è praticamente leggibile solo a letto la sera, vuoi per via del contenuto, vuoi perché come noto la mia cantina di libri traborda di cose meravigliose e sono arrivato al punto che ormai scegliere cosa leggere significa più scegliere cosa non leggere, non mi ci sono dedicato al 101%.

Perché, per via del contenuto?

Perché ha delle problematiche.

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Non è un brutto libro, intendiamoci: si lascia leggere volentieri, ha uno stile di scrittura molto fluido e scorrevole per cui, appunto, le centinaia di pagine volano via, soprattutto quelle in cui ci si mena, tra umani e umani o tra umani e demoni, e ci si mena un bel po’, e i tre personaggi principali, pur non avendo delle storyline particolarmente sorprendenti o articolate, sono comunque godibili.

Il problema di fondo è che Peter V Brett ha quel vizio per cui i lettori di fantasy sono tutti adolescenti brufolosi: a ogni piè sospinto, anche e soprattutto quando non c’entra un cazzo, deve dirti che comunque i personaggi vogliono scopare, cioè oh, infilare il cazzo nella fica, oh guarda che i personaggi scopano, ficcano, fanno fiki fiki, e i veri maschi quando decidono di fare anzic anzic non si fanno mica trattenere da una femmina che si oppone, perché oh qui ci sono i veri maschi alfa, che sono maschi alfa perché fottono, inzuppano il biscotto, intingono il peperone…MINCHIA PETER MOLLAMI HAI ROTTO IL CAZZO HO FINITO LE MEDIE DA UN PO’.

Invece no, in un libro in cui l’umanità è assediata da demoni apparentemente invincibili e un personaggio decide che non ci sta e contrattacca, ma nel farlo perde gran parte di ciò che lo rende umano e rischia di diventare simile ai demoni che combatte, un buon 40% è gente che scopa, o parla di scopare, o pensa a quanto vuole o non vuole scopare.

Credo che togliendo quello che il booktok chiama “spicy”, altro che duemilaottocento pagine, ne rimane si e no qualche centinaio: e mi fa incazzare che quello che rimane non è affatto male, ma devi sopportare ste digressioni completamente inutili da adolescente incel infoiato.

Due stelle su cinque.